Contraddizioni, pensieri, simboli, idee, valori, filosofia, pregi e difetti, conflitti, arte e l'uomo.
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Sotto queste nuvole che ancora si alzano senza peso e sopra a un terreno fisico eroso da troppi spigoli, vedo la vita morire lentamente.
L'esistenza concepita nel suo significato più puro, come continuo sussistere di dinamiche evolutive in cambiamento che muovono verso un ignoto in stretto rapporto di caotica continuità, è vicina all'estinzione. Gli stimoli sono regolari, equilibrati e la perfezione impone regole e norme mediocri, non c'è più spazio per il grottesco, la bruttezza e i pagliacci. Questa rimane una società di spiriti nati guerrieri metropolitani, schermati da armature di opinioni e provvisti di pregiudizi ideomatici. Avanzano mossi dall'invidia nascosti dietro valori esplosi , bolle trasparenti gettate sopra a nazioni intere in gran segreto, e combattono senza scopo, quando anche la loro lotta inutile sarà finita diventeranno cannibali e si nutriranno solamente della loro stessa bellezza..
La parola libertà è un labirinto unicursale dove tutte le strade portano a un unico centro, e quello che chiamano progresso divorerà gli individui: avranno tutti una sola vita e una sola piccola morte e insieme, uniti nelle stesse paure, tutti getteranno nello specchio gli stessi demoni, inseguendo avventure virtuali senza gesti e vuota nelle parole.
Certi, e io tra loro, dicevano che si stava andando verso l'atrofizzarsi dei sentimenti, sembra invece che i sentimenti vengano automatizzati grazie a una religione elettronica dove dio rimane l'ordinario non-luogo infinito e eterno. Questo accade in tempi in cui anche perdersi nel negare l'esistenza di Dio è diventato anacronistico e obsoleto, dove chi è al governo ha il solo merito di aver saputo adattare la propria anima all'imbecillità nazionale.
Dove si annidano quelli consapevoli delle loro azioni, che ancora percepiscono la rilevavanza delle cause e degli effetti, quelli che amplificano la realtà? Dove si sono nascosti quelli che tengono strette tra le mani le proprie anime decadute, quelli che amano la volontà mutilata ?
Io intanto non ho più neanche lo spazio per avvilirmi, così agonizzo divertita mentre guardo nei libri quello che è stato e mi vedo vivere in questo presente trascinando con me tutta l'incertezza che riesco a trattenere, dal futuro non ho pretese e non voglio aspettative...
L'arte dovrebbe essere anticivilizzatrice, visti gli ideali di questo mondo.
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(per chi intende...)
Ballo. Molto. Forse anche troppo. Vorrei
Non voglio
Regole
Canoni
Valori
Imposizioni
Legami
Competizioni
Leggi
Sfide
Limitazioni
Vincoli
Controllo
Restrizioni
Violenza
DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA DEL CYBERSPAZIO
IL VIRUS DELLA LIBERTA’ Governi del mondo industrializzato, altezzosi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, nuova casa della Mente. A nome del futuro, vi chiedo di lasciarci in pace. Non siete i benvenuti tra noi. Non avete alcuna sovranità nel luogo dove ci riuniamo. Noi non abbiamo eletto alcun governo né lo faremo, quindi mi rivolgo a voi con la sola autorità con cui parla sempre la libertà. Io dichiaro lo spazio sociale globale che stiamo costruendo come naturalmente indipendente dalle tirannie che vorrete imporci. Voi non avete il diritto morale di governarci né possedete strumenti repressivi in grado di farci davvero paura. Ogni Governo basa il proprio potere sul consenso dei governati. Voi non avete sollecitato ne ricevuto il nostro. Non vi abbiamo invitato. Non ci conoscete, né conoscete il nostro mondo. Il Cyberspazio non rientra nei vostri confini. Non crediate di poterlo costruire, perché è un progetto pubblico. Non ce la farete. E’ un prodotto della natura e cresce da solo tramite le nostre azioni collettive. Non avete mai partecipato alle nostre conversazioni e raduni, né avete creato la ricchezza dei nostri mercati. Non sapete nulla della nostra cultura, della nostra morale o dei codici non scritti che già danno alla nostra società più ordine di quanto possa mai ottenersi con le vostre imposizioni. Sostenete che tra noi esistono dei problemi che voi dovete risolvere. State usando questa scusa per invadere i nostri territori. Molti di tali problemi neanche esistono. Dove ci sono veri conflitti e comportamenti errati li isoleremo e risolveremo a modo nostro. Stiamo dando vita al nostra Contratto Sociale. Un accordo che nascerà secondo le regole del nostro mondo, non secondo le vostre. Il nostro è un mondo diverso. Il Cyberspazio consiste di transazioni, relazioni e pensieri, sistemati come un alta marea nella regnatela della comunicazione il nostro mondo è ovunque e da nessuna parte, m non si trova là dove vivono i corpi. Stiamo creando un mondo dove tutti possono entrare senza privilegi o pregiudizi assegnati dalla razza, potere economico, grado militare o luogo di nascita. Stiamo creando un mondo dove chiunque possa esprimere in qualsiasi luogo il proprio pensiero , non importa quanto strano, senza aver paura d’essere forzato al silenzio o al conformismo. I vostri concetti legali di proprietà , espressione,, identità, movimento e contesto non possono essere applicati a noi. Questi concetti si fondano sulla materia, e qui la materia non esiste. La nostre identità non hanno corpi, quindi al contrario di voi, non possiamo accettare ordini imposti con la forza fisica. Crediamo che il nostro autogoverno nascerà a partire da codici di comportamento etico, illuminato auto-interesse e condivisione del bene comune. Confidiamo nella nostra capacità di costruire le nostre soluzioni personali a partire da basi, e non possiamo accettare le soluzioni che state tentando di imporci. Nel nostro mondo ogni sentimento ed espressione d’umanità, dal degradante all’angelico, fanno parte di un tutt’uno indefinito, la conversazione globale dei bit. Non è possibile separare l’aria che soffoca da quella su cui batte l’ala in volo, In Cina, in Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti state cercando di isolare il virus della libertà mettendo sentinelle alle frontiere del Cyberspazio. Forse il contagio sarò evitato per un breve periodo, ma non potrà funzionare in un mondo che verrà presto inondato dai media al ritmo dei bit. Le vostre strutture dell’informazione, sempre più obsolete, tenteranno di perpetuarsi proponendo nuove leggi, in America e in tutto il mondo, per affermare di possedere la parola stessa. Queste leggi definiranno le idee come un altro prodotto industriale, non più nobili del volgare ferro. Nel nostro mondo, qualunque cosa creata dalla mente umana può essere riprodotta e distribuita all’infinito senza alcun cost. La trasmissione globale del pensiero non richiede più l’appoggio delle vostre fabbriche. Queste misure ostili coloniali ci pongono nella medesima posizione di quegli amati della libertà e dell’autodeterminazione che in altri tempo sono stati costretti a non riconoscere l’autorità di poteri distanti disinformati. Abbiamo il dovere di dichiarare le nostre identità virtuali immuni al vostro potere, anche se dovessimo continuare a rispettare le leggi con i nostri corpi. Ci sparpaglieremo su tutto il Pianeta in modo che nessuno possa arrestare il nostro pensiero, Noi creeremo la civiltà della mente nel Cyberspazio. Che possa essere più umana e giusta del mondo fatto dai nostri governi. John Perry Barlow Davos, Svizzera – 8 febbraio 1996
In tutto questo trambusto non mi sono ancora presentata. Buongiorno signori e signore. Io sono *Utopia*, di nome e di fatto. Sono nata per criticare l'esistente e illuminare il presente. Mio padre è Tommaso Moro che nel 1516 mi utilizzò per la prima volta. Raccontava degli abitanti della mia isola, descriveva usi, costumi e abitudini. Originariamente Il mio Re era Edemo e la città più importante Amauroto. In realtà, nessuno conosce il mio vero significato, è certo che l'ultima parte del mio nome deriva dal greco topos (luogo), non si è certi sulla prima parte invece: potrebbe derivare dalla parola greca eu (bene), e in questo caso significherei "luogo felice", oppure da ou (non), e in questo caso diventerei un "non luogo", "luogo inesistente". In molti hanno scritto di me, descrivendo religione, politica e società ideali. Hanno tentato di darmi concretezza, hanno provato a farmi diventare reale. Ma continuo a rimanere -soltanto - una reazione degli intellettuali all'irrazionalità che il proprio tempo esprime...Alla fine tutti gli uomini mi appartengono e io appartengo a loro, ma non tutti se ne rendono conto. Avremo modo di conoscerci meglio, spero.
Hanno pensato a me: Andreae, Descrizione della repubblica di Cristianopoli Bacone, La nuova Atlantide Bellamy, Guardando indietro (2000-1877) Cabet, Viaggio a Icaria Campanella, La città del sole De Mandeville, La favola delle api Fourier, Teoria dei quattro movimenti. Il nuovo mondo amoroso More, L’utopia Morris, Notizie da nessun luogo Platone, Repubblica Wells, Una moderna utopia
Per conoscermi meglio: Accame (a cura di), Utopia rivisitata Baldini, La storia delle utopie Battista, La fine dell’innocenza Bazko, Utopia Bloch, Marxismo e utopia Fortunati, La letteratura utopica inglese Marcuse, La fine dell’utopia Mumford, Storia dell’utopia Noble, La religione della tecnologia Trousson, Viaggi in nessun luogo
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