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lunedì, 16 giugno 2008

Max Ernst - The Eye of SilenceMax Ernst - The Eye of Silence - 1943/44 - Oil on canvas

17:02 - commenti (28) - mind, simboli


Commenti
#1   16 Giugno 2008 - 19:50
 
eh eh ora arrivo su myspace a ricambiare la req di amicizia ah ah ah
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#2   17 Giugno 2008 - 02:23
 
hai del gusto complimenti...
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#3   17 Giugno 2008 - 09:59
 
bellissimo
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#4   17 Giugno 2008 - 12:31
 
Mi ricorda molto lo stile di Roger Dean
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#5   17 Giugno 2008 - 15:20
 
si...è vero..
forse dean però per quanto sia forse ancora più visionario è molto più esplicativo..

:)
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#6   18 Giugno 2008 - 04:30
 
Anche a me piace l'arte anticivilizzatrice

...e anche il surrealismo : )
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#7   18 Giugno 2008 - 09:44
 
si anche a me piace usare paroloni per definire le cose...
tipo: questo blog è bello in modo gargantuesco...
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#8   18 Giugno 2008 - 10:23
 
Il mondo ci guarda, i sassi, le case, perchè siamo sempre troppo distanti da qualcosa che cerchiamo, e che magari siamo noi stessi
Ciao
Alessandro
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#9   18 Giugno 2008 - 10:59
 
#9 18 Giugno 2008 - 10:55

...forse rattoppi la situazione semplicemente smettendo di cercare (cercare nel senso di girare convulsamente e senza sosta su se stessi)...
comunque io credo che la ri-cerca, quella nella quale invece non è contemplata la saturazione di un'aspettativa, sia propositiva e interessante...
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#10   18 Giugno 2008 - 12:03
 
troppo distanti anche perchè quello che cerchiamo è in costante mutamento, come noi
e poi si, le ricerche sono interessanti, visto che abbiamo bisogno di un senso costantemente. Da una parte il burrone, dall'altra la vetta
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#11   18 Giugno 2008 - 12:24
 
se quello che, per quanto dici, l'essere umano cerca è in costante mutamento e anche l'essere umano lo è...allora non mi sembra affatto che siano troppo distanti..anzi, proprio nel mutare dinamico e continuo trovo che ci sia la comunanza..

secondo me non è la ricerca a conferire senso, ma la consapevolezza...

ma poi, che cosa sarebbe questo senso che vai cercando ?
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#12   18 Giugno 2008 - 14:49
 
quello che cerca l'uomo non esiste, potrebbe essere una proiezione, o semplicemente il peso della propria illusione, facciamo la seconda.
Io non cerco un senso, ce ne sono troppi come nessuno, me lo invento
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#13   18 Giugno 2008 - 16:53
 
ma, se tu sostieni che ciò che cerca l'uomo non esiste, e se sostieni pure che, nel caso in cui lo fa, la meta è illusoria..e mi dici pure che tu non cerchi un senso, ma lo inventi (e, in fondo, poi non vedo troppa differenza tra inventare e cercare), allora perchè nei commenti precedenti dicevi "siamo sempre troppo distanti da qualcosa che cerchiamo, e che magari siamo noi stessi " ?

è un argomento su cui stai riflettendo ultimamente ? forse non ho ben capito la tesi che stai sostenendo :)

comunque tu, come tutti e chiunque, sei libero di fare e pensare ciò che più ti aggrada (sempre che la cosa non contempli una violenza) :-)
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#14   18 Giugno 2008 - 17:45
 
cerca di prendere i discorsi come slegati, non ho ancora elaborato una teoria del tutto..se è possibile..l'intravedere sé stessi del primo messaggio lavora sul piano psicologico, la ricerca dentro di noi attraverso l'esterno e la sua conferma per affermazione o semplice attestazione di esistenza..la seconda un semplice cercare un senso all'esistenza e affini, che lavora più su quello filosofico, o ricerca-scoperta di ciò che ci è esterno attraverso la nostra esperienza personale. Quindi il concetto illusorio è riferito al secondo discorso, a tutto ciò che esula da noi e dal nostro controllo in quanto solo frutto di una nostra rappresentazione mentale, l'illusione può stare anche nel fatto che la realtà è sfuggente e noi proseguiamo a pesarla, ad imbrigliarla in uno schema, calcolarla, magari pensando che esista una verità unica quando esiste solo la verità personale e parziale, che esistono mille modi e non uno migliore degli altri di stare al mondo...su questo gioca molto l'esperienza personale...per il primo direi che con una buona consapevolezza ci si può definire reali, meglio, sono reali le nostre percezioni, sono reali le nostra ossa, meno il nostro essere parte di un tutto, perchè ci sporca e sbiadisce

Di solito si cerca quello che esiste di già, inventare è altra cosa..probabilmente l'unico senso che ha la vita è dargli un senso
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#15   18 Giugno 2008 - 20:24
 
anche io sono in periodo esami, cioè sarei in periodo esami, ma ho deciso che gli ultimi 2 e 1/2 (il mezzo è l'idoneità di inglese) li do a settembre con tutta calma...
Ho passato cinque anni di superiori a fare i compiti estivi, ora reclamo libertà assoluta...
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#16   18 Giugno 2008 - 20:43
 
ci sto provando ma proprio non ci riesco a vedere i discorsi slegati:
cercare se stessi a livello psicologico mi sembra sia esattamente lo stesso concetto di cercare un senso all'esistenza: soprattutto se tu mi scrivi che questo secondo movimento è ricerca-scoperta di ciò che ci è esterno attraverso la nostra esperienza personale (il primo movimento non riguardava invece la ricerca interna a noi attraverso la conoscenza dell'esterno?)

mi sembra che i due movimenti siano descritti da te come complementari..ma se uno di loro è illusorio, automaticamente tende a vanificare anche il dinamismo dell'altro per conseguenza logica..in quanto l'esterno (il mondo e le altre autocoscienze) in entrambi i movimenti che tu descrivi assume la stessa validità..

come riesci ad attestare l'esistenza del soggetto basandoti su una realtà esterna che poco dopo giudichi illusoria ?

Lo fai perchè in fondo la stai percependo e quindi questo significa che se percepisci qualcosa, che se sei in un sistema, allora significa che in qualche modo stai pensando e valutando (e qui arriva Cartesio :D ) ?

Se è così allora perchè dici che non si può definire reale l'appartenenza in un tutto (quanto l'avere delle percezioni) se sono proprio quel tutto e quell'appartenenza che ti permettono di validificare l'esistenza (come tu sostieni)?

E soprattutto se è così come mai ammetti che non esistono verità assolute se è attraverso la messa in crisi (nel senso buono ovviamente) dell'esterno che giungi a intendere che esisti ? C'è forse più esistenza in uno piuttosto che in un altro essere umano ? Se non c'è allora le conclusioni dovrebbero essere identiche :)

:) scusami se uso così tanti punti interrogativi, ma sto cercando di capire bene il concetto che stai esprimendo così da non incappare in errori di comprensione essendo il tuo approccio sull'argomento differente dal mio (e siamo del tutto d'accordo sul fatto che di verità assolute non ne esistono in quanto in certi campi della conoscenza è impossibile valutare una modo di procedere migliore o peggiore di altri, per questo mi interessa capire il tuo)

ah, inventare deriva dal latino inventus: trovare, scoprire cercando, giungere a qualche meta (ed è composto da In (in) e Venire (giungere)... (fonte etimo.it)
il carattere che diversifica l'inventare dal cercare è il fatto che, se si inventa, si è il primo a raggiungere ad una qualche meta..ma ciò non toglie che questa non esula affatto dalla realtà in quanto essa si estrae da ciò che si sta provando a conoscere..

ciao, bacioni!
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#17   19 Giugno 2008 - 10:43
 
Tutto si esemplifica tenendo distanti i due piani, psicologico e filosofico, che ritengo di natura completamente differente e per niente complementari, tutto qua. Cercare sé stessi è assolutamente cosa diversa da trovare un senso all’esistenza, mi sembra strano che tu possa affermare ciò.
La nostra appartenenza al reale può risultare illusoria proprio perché il tutto è labile.
Non è che c’è più esistenza in uno o in un altro, è che noi possiamo riconoscere solo noi stessi.
Mi sa che è tutto più chiaro nella mia testa



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#18   19 Giugno 2008 - 12:20
 
Ho capito più o meno, e certamente sarà tutto più chiaro nella tua testa.. :)

Invece io non distinguo affatto piano psicologico e piano filosofico, come non distinguo tra piano sociologico o piano semplicemente logico.

credo che non sia possibile delimitare questi livelli e circoscriverli..come si può decidere dove finisce la psicologia e dove inizia la filosofia..?
Li ritengo entrambi parte di un tutto, si compenetrano paradossalmente escludendosi in ogni attimo...se io ammettessi l'esistenza dei livelli allora dovrebbero esistere anche dei parametri, dei metri di misura, dei limiti che mi permettono di distinguere tra essi..mentre invece vedo l'essere come unitario, infinito e vuoto al testo stesso..

Cercare senso a se stessi e cercare senso all'esistenza secondo me sono interrogativi che viaggiano in coppia, che sono legati proprio dalla stessa direzione di sviluppo..
Concepisco l'esistenza come unita (e non unita) simultaneamente all'essere del soggetto e a ciò che lo circonda (comprese ovviamente le altre autocoscienze) quindi impregna (dis)continuamente il tessuto globale dell'universo: non la potrei mai trascurare se stessi cercando un senso a me stessa..

Il Tutto non lo vedo vedo solo labile, mutevole o illusorio ma anche profondamente carico, elettrico e statico..

:) Ciao, buon giovedì...
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#19   19 Giugno 2008 - 14:09
 
Non intendo cercare un senso a sé stessi, ma piuttosto un'identità
Si compenetrano di sicuro, c'è l'uomo al suo centro, l'uomo di fronte a sé stesso in un caso, e l'uomo di fronte agli altri o al mondo. Tanti piccoli segmenti vediamo, la loro unità sta appunto in una teoria del tutto..è difficile vedere una sfera da tutte le angolazioni contemporaneamente, bisogna diventare la sfera..per adesso quel che possiamo avere sono delle verità relative
La verità assoluta, in fondo, concessa all'uomo, è il relativismo Piacevole parlare con te, mi aiuta a sviscerare, anche se faccio fatica, non ne sono abituato
Buon giovedi anche a te, un bacione
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#20   19 Giugno 2008 - 16:28
 
grazie per essere passata nel mio blog e di avermi inserito tra gli amici..
è da tanto che non scrivo.. che non scrivo più lì.. ma se qualcosa di me hai apprezzato devi essere ben strana anche tu..
ovviamente è un complimento
ciao
M.
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#21   19 Giugno 2008 - 20:31
 
scusami se rispondo a quest'ora, ma sono alle prese con una tesina per un laboratorio dell'uni..la quale mi sta ammazzando il tempo :)

Uhm, cercare un'identità è arduo visto il carattere continuamente dinamico del'essere..

Più che vederli compenetranti io i livelli non li vedo proprio...li reputo inscindibili, identici e in evoluzione simultanea e costante..

L'uomo in ogni momento si trova con se stesso e, in quegli stessi momenti, si trova anche inserito all'interno di quel sistema da cui non può in alcun modo uscire..
Pensa alle parole che stiamo usando, ai concetti che stiamo esprimendo..se qualcuno, ancora prima della nostra nascita, non avesse deciso di insegnarceli ora non saremmo qui a parlare...
il bambino viene caricato di tutta la storia dell'umanità nel momento in cui viene concepito..

Comunque, già vedendo una sfera secondo me si inseriscono dei limiti: per quanto questi risultino un poco meno rigidi di quelli che si configurano quando le persone pensano bidimensionalmente, la sfera rimane comunque un insieme chiuso..
Forse potrei concepire già di più l'infinito, per quanto questo sia un concetto drammaticamente umano, mortale, non immaginabile e al testo stesso presente in ogni istante..

circa verità assolute o verità relative, io credo che ormai la nostra società contemporanea sia arrivata ad un punto cruciale..in cui sembra quasi che, nascondendosi dietro il relativismo, tutto sia ammissibile..ma questa è un'altra storia in cui se entriamo non ne usciamo facilmente..

l'unica cosa che mi tranquillizza è che in fondo morirò :)

mi fa piacere che trovi piacevole parlare con me..anche per me è interessante..non è facile al giorno d'oggi trovare qualcuno disposto al dialogo che non si incapponisca quando sente che l'interlocutore non la pensa allo stesso modo..e soprattutto qualcuno capace di capire che se una persona non è d'accordo ed esprime un parere diverso non è per imporre la propria idea, ma semplicemente per confrontarsi..

(comunque se scorri nei miei post di qualche tempo fa parlo spesso di questi argomenti)

:) buona serata, un bacione a te
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#22   20 Giugno 2008 - 12:04
 
Amo quando l'arte ti mette di fronte alla parte oscura dell'animo umano come il surrealismo. Quest'opera specialmente, aggiunge anche quel tocco pre-cyberpunk alla giger che decisamente adoro.
Splendida.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente EricDraven86

#23   20 Giugno 2008 - 13:14
 
Credo che scindere abbia un scopo pratico, come affermare di avere una personalità e non essere una persona e basta. Quindi concordo quando dici che non è facile trovare un’identità, potenzialmente abbiamo i semi dell’infinito dentro noi, quando nasciamo siamo un pianoforte illimitato, e la vita insieme a noi decide quali e quanti tasti pigiare. Manca sempre qualcosa, in continua proiezione di quello che siamo e non siamo. La scappatoia facile di molti è quella di irrigidirsi alla prima concatenazione giustificabile che ci giustifica, in poche parole si chiama non mettersi in discussione, meglio non scegliere per scegliere, scegliere di essere un punto infinito ed immenso della durata di un secondo e poi morire
E se i limite della sfera fosse il tempo concesso all’uomo?
Buon quel che ti aggrada, ai prossimi flussi
Alessandro

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#24   20 Giugno 2008 - 14:42
 
..mi rapporto in maniera diversa anche agli scopi pratici..circa l'esempio che hai fatto tu, non affermo di avere una personalità in maniera tale da non essere una persona e basta..perchè personalità e persona li lego di continuo, non li scindo..
Sono terminologie che non uso.

Non la avverto questa mancanza di qualcosa che descrivi..ma, non per questo, mi definisco completa o incompleta..

Anche la scelta è un altro concetto che non mi appartiene (o almeno non mi appartiene più).
Scelta è una valutazione di cosa è migliore, valutazione che dovrebbe essere un atto volontario (volontario nel senso di libero e, quindi, accompagnato da una cognizione di causa)..
Certo, è vero che per vivere nel mondo si è costretti ad effettuare di continuo dei giudizi capaci di guidare nelle azioni, ma questa facoltà la vedo come scelta nel senso di "opzionare con consapevolezza"..

Se i limiti della sfera fossero il tempo concesso all'uomo si può vedere benissimo l'uomo anche come una linea, come un punto, o come il nulla...il problema in questo caso, secondo me, è che l'uomo è di continuo e costantemente immerso nel tempo (nel divenire, nel dispiegarsi), non solo limitato da esso, così come tutto l'universo (per dirne una, le cellule del nostro corpo muoiono e nascono).. personalmente, una qualunque forma (che sia sfera, cerchio, linea, punto o nulla o infinito) mi sembrano comunque troppo riduttive appartenendo tutte ad una categorizzazione umana mortale..

Ciao, a poi!
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#25   22 Giugno 2008 - 15:20
 
COMPLIMENTI A tutti quelli che hanno fatto parte di questa discussione.Avete messo giù in "parole " dei concetti che nella mente a volte son chiari ma che nel trasmetterli si ha notevoli difficoltà.Per come la penso io (che sicuramente ho meno nozioni filosofiche di voi)è giusto pensare che sia la personalità che la persona son la stessa cosa quindi scindere tutto ciò che viene dalla ragione serve solo a non arrivare mai alla soluzione(che è una parola grossa)che per me unitaria quindi più semplice di quanto si possa pensare.
utente anonimo

#26   23 Giugno 2008 - 10:56
 
grazie a te (qualunque utente anonimo tu sia :( :) ) per essere passato nel blog, mi fa piacere che tu abbia letto ed apprezzato lo scambio di idee tre me e alessandro..

ciao! alla prossima..
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#27   30 Giugno 2008 - 14:31
 
Adesso capisco da dove si sono ispirati gli illustratori delle copertine di romanzi fantascientifici..
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#28   04 Luglio 2008 - 04:37
 
Il cammello è davvero ben dipinto.
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